INQUINAMENTO DELLE ACQUE

L'uomo è costituito per la maggior parte di acqua in quanto il suo peso è rappresentato per i 2/3 da essa.

Oggi, da statistiche fatte si prevede un consumo medio per persona di circa 50 Kg; se poi si aggiungono i quantitativi necessari per l'agricoltura si arriva a 500 litri al giorno per abitante.

Ma che acqua ingeriamo?

Ed è ancora acqua quel liquido che bagna le nostre terre e dovrebbe dissetare erbe ed animali?

I prodotti che oggi inquinano le acque sono innumerevoli: ricordiamone solo alcuni.

Derivati da scarichi urbani, industriali, agricoli.

Sostanze acide. Solfuri. Ammoniaca:

Queste sostanze paralizzano le reazioni biochimiche degli animali provocandone la morte.

Aumento della temperatura acquea dovuto all'uso sempre maggiore di acqua nella industria e nelle centrali nucleari :

 

 

Questo aumenta il consumo di ossigeno e minaccia la vita acquea.

Nitrati:

Provocano presenza nei sangue di metemoglobina.

Provocano fluorosi endemica cronica. I primi sintomi sono macchie giallo-grigiastre sui denti.

Fluoruri:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Metalli tossici:

Arsenico: l'uso crescente degli arseniati di calcio e di piombo hanno determinato casi sempre più frequenti di intossicazione.

I sintomi più evidenti sono: difficoltà di deglutizione, bruciori alla gola, crampi intestinali, vomito, diarrea, spesso si hanno collassi momentanei accompagnati da convulsioni. L'arsenico si deposita in ogni parte (cuore, fegato, reni, parte spugnosa delle ossa).

Coloro che manipolano polveri a base di arsenico vengono fatti indossare vestiti e maschere speciali, che devono essere cambiati frequentemente per evitare dermatiti, particolarmente delle mucose.

Mercurio: questo veleno accumulandosi attacca il sistema nervoso; il caso più drammatico di intossicazione da mercurio si è verificato nella Baia di Minamata, nell'isola Kyushu in Giappone, dove una industria aveva iniziato nel 1952 lo scarico di una tonnellata e mezzo di mercurio al giorno.

Nel 1956 si notò che i pescatori della zona venivano colpiti da cecità e scoordinamento motorio. Nel 1971 il numero degli ammalati saliva a 121, di cui circa metà morirono.

Derivati da scarichi urbani industriali e agricoli, incontrollati

Selenio:

La maggior parte dei composti di selenio è molto tossica, in particolare lo è il selenuro di idrogeno, che respirato provoca (anche se molto diluito) cefalee e nausee e, a concentrazioni maggiori, irritazioni acute delle mucose delle vie respiratorie.

 

 

Selenio:

 

 

 

 

 

 

 

 

Piombo:

Abbiamo già avuto modo di parlarne, la sua presenza nell'acqua è dovuta alle tubature costruite con lo stesso metallo. Ma non è contenuto solo nell'acqua, noi ne siamo a contatto continuamente.

Il piombo può trovarsi nei nostri recipienti smaltati, sulle penne che, ogni giorno i bambini rosicchiano (si è scoperto che il rivestimento di molte matite è al cromato di piombo) nel lavoro (fonderie, tipografie, ceramisti, verniciatori, industrie manifatturiere), ci accompagna per la strada grazie agli scarichi delle auto. In un recente convegno tenutosi a Milano su «Rischi e tossicità dell'inquinamento da piombo » si sono denunciati i risultati di una inchiesta condotta in alcune città degli Stati Uniti.

Nel 60% dei bambini considerati turbolenti o apparentemente caratteriali è stata riscontrata una concentrazione media di piombo pari al doppio del tollerabile.

Deriva da residui industriali, tubature in plastica,  sali di cadmio sono assai tossici, alla dose di qualche milligrammo provocano l'infiammazione delle pareti dello stomaco, poi attaccano il sistema nervoso centrale, e in dosi ripetute provocano scoordinazione motoria.

 

 

Cadmio:

Idrocarburi:

Agenti cancerogeni.

 

Detergenti Anionici:

Sono residui che attraverso gli scarichi producono grandi quantità di schiuma nei fiumi, provocando gravi e ingenti danni alla vegetazione acquatica e ai pesci.

I molluschi sono gli spazzini del mare, nutrendosi di scarichi ricchi di batteri patogeni, trattengono parte dei microorganismi che entrano poi nell'uomo che si nutre di questi molluschi. Ricordiamo in Italia il 1973: l'epidemia di colera.

 

 

Batteri Patogeni:

Derivati da scarichi e incidenti a navi portatrici di materiali grezzi.

 

Prodotti petroliferi:

Il petrolio rende difficile l'ossigenazione dell'acqua e nello stesso tempo degradandosi consuma l'ossigeno.

Lo scarico di prodotti petroliferi nelle acque aumenta continuamente rendendo la situazione sempre più critica.

Facciamo alcuni esempi.

Nel 1965 la Germaersk alla foce dell'Elba disperse 8.000 tonnellate di petrolio che provocò la morte di 500.000 uccelli.

In 11 anni si sono verificate quattro grandi catastrofi nella stessa zona.

Sto parlando del Canale della Manica: nel 1967 la petroliera Torrey Canyon scarica 120.000 tonnellate di grezzo.

Nel 1976 l'Olympic Brevery, 1.200 tonnellate di nafta.

Nel 1976 la Boelhen, 11.000 tonnellate di grezzo, il 17 marzo 1978 l'Amoco Cadiz scarica 220.000 tonnellate di grezzo.

E quest'ultima la più grande catastrofe ecologica mai accaduta.

Il mare si è trasformato in una pozzanghera nera.

Migliaia di esseri, dalle alghe, ai pesci, agli uccelli sono morti;

è la catastrofe che avanza!

E di fronte a questo flagello è pervenuta una afferma-zione di uno scienziato francese che è l'emblema del mondo in cui viviamo fatto di indifferenze e incoscienza e cioè: «Gli uccelli uccisi dall'ondata nera sono finora sono un migliaio, non è un numero enorme ed è considerevolmente più basso

di quanto ci si sarebbe potuto attendere da un inquinamento petrolifero

di questa portata».

Ma questi sono solo alcuni fra gli esempi più evidenti, poiché ogni giorno,

un numero imprecisato di petroliere continuano a lavare i loro serbatoi

in alto mare.

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